Absolute Art è lieta di presentare VOID, la prima mostra personale di Stefano Perrone fuori dal territorio italiano. 
L’artista milanese indaga, con opere pittoriche realizzate in prevalenza a olio su tela, l’uomo e la sua identità, la ricerca di un equilibrio che lascia solo una sensazione di sospensione in uno spazio monocromo e indefinito. Qui, figure antropomorfe scomposte galleggiano come cristallizzate. Solo i vettori sono in grado di ricondurle a un ordine riconoscibile, permettendo loro di fluttuare oltre il baratro. Per vettore, Perrone (Monza, 1985) intende quella linea colorata che definisce le sezioni delle sue immagini disgregate.
Una struttura salvifica, duttile, aggrovigliata ai corpi, che ne permette la metamorfosi e la trasformazione e infine, ne diventa parte. Briglia protettiva.
Se la caduta corrisponde all’instabilità dell’uomo contemporaneo di fronte ad una società labirintica, il vettore diventa energia, spinta che riesce a trarlo in salvo.
Alla serie “Cadute” si aggiunge il tema dei “Ritratti” e “Simbiosi”, capaci di svelare, nello stesso modo, il senso di crisi dell’uomo in cerca di un’identità perduta.
Il tutto è teso verso una sintesi che affonda le radici nella formazione grafico-pubblicitaria dell’artista. Così come il procedimento di stampa prevede, infatti, l’esistenza di tre colori, giallo, rosso e blu – oltre al bianco/nero – anche la tavolozza si depura fino ad arrivare ai soli primari, da cui tutto ha origine.
È come se l’aggiungere materia avesse lasciato il posto al togliere. Tela dopo tela emerge una riduzione volta a innalzare il vettore a unico elemento all’interno della composizione, unico frammento colorato. Rarefazione di forme. Resta a questo punto un’immagine frantumata, definita da volumi grigi e ricomposta da un filo giallo, rosso o blu. È il colore della redenzione, il solo in grado di liberare da un mondo in bianco e nero.